LiberamenteUnico con gli attori del Cottolengo di Torino e con la collaborazione dei giovani del progetto In Verdis.
Presentato a Torino in prima nazionale il 5 e 6 maggio 2017 per la stagione 2016/2017 della Fondazione Teatro Piemonte Europa.

Perché non mettiamo in scena un testo? Come fanno gli attori veri?
Così ha detto Paolo due anni fa al termine del terzo progetto/spettacolo 
che affrontava tematiche legate a storie personali. 
Storie di sopravvissuti. Creature speciali.

Sfida accettata ma… quale testo?

"Il giardino dei ciliegi" di Anton Cechov ci è venuto incontro,
aprendo il cancello alla sua scoperta. Una lunga ricerca, un lungo cammino.
Tortuoso, con cadute e risalite, nuovi incontri, nuove aperture, aria nuova.

E il giardino lo stiamo ancora cercando…

 

Progetto e creazione : Barbara Altissimo
In scena: Renato Alessandria, Giovanni Bina, Remo Gardano, Gilberto Girotto, Paolo Mantovani, Ivana Messina, Antonio Negro, Irene Ricciotti.
Adattamento e drammaturgia: Barbara Altissimo e Emanuela Currao
Collaborazione artistica alla creazione: Emanuela Currao e Ivana Messina
Assistente alla regia: Valeria Stefanini
Aiuto al progetto: Aimone Pitacco
Spazio scenico e luci: Massimo Vesco
Costumi e immagine grafica: Alessia Panfili
Progetto sonoro: Monica Olivieri
Traduzione in russo del canto: Elisa Baglioni
E con la collaborazione dei giovani del progetto IN VERDIS

 

Nel 2011 Liberamenteunico dà vita al progetto Invisibili dando voce a chi non ce l’ha, attraverso le arti sceniche ed in particolare col teatro e con la danza.

Prima tappa del percorso è stato il progetto POLVERE, condotto dal 2011 al 2015 con gli anziani ospiti del Cottolengo di Torino, che ha dato vita ad una trilogia di spettacoli: Polvere d’ItaliaPolvere. La vita che vorreiPolvere mundi_Il viaggio.
Questo nuovo lavoro intende inaugurare una nuova fase, partendo da un grande classico del teatro “Il giardino dei ciliegi” di Cechov e dalla collaborazione con alcuni giovani del progetto IN VERDIS (progetto realizzato grazie alla partecipazione di varie cooperative sociali del territorio) che dopo un percorso di formazione, hanno contribuito al processo creativo dello spettacolo.

 

Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno della Fondazione CRT e Unicredit Banca, in collaborazione con l’Associazione Outsider Onlus e grazie all’ospitalità della Fondazione Teatro Piemonte Europa. Grazie inoltre ai contributi di vario genere di Aimone, Anna, Sandra, Virginia, Sergio, Nellina, Carola, Guido, Nadia, Oreste… e di tutti i donatori della festa di settembre.


…Hanno scritto sullo spettacolo…

“Il teatro come voce dell’interiorità, come purificazione e narrazione, per simboli, del proprio passato: per chi il teatro lo scrive (il drammaturgo) o per chi, sera dopo sera, recita dopo recita, lo fa vivere in scena (gli attori). È il miracolo, la magia del palcoscenico. Questa scintilla di magia scocca, puntuale, anche con lo spettacolo «Cercando il giardino-Polvere di Cechov», ideato da Barbara Altissimo per Liberamenteunico, realizzato con gli attori del Cottolengo e i giovani di In Verdis, che è andato in scena al teatro Astra di Torino il 5 e 6 maggio […] Il giardino come luogo della memoria, che gli attori abitano, incontrando fram- menti del loro vissuto[…] Quando entra Liuba si scopre che è una bambina (la bravissima Irene, di seconda elementare) e sullo sfondo c’è una cantante e fine dicitrice (l’elegante Ivana Messina)[…]La memoria si accende, si stratifica, Liuba si muove seguita da Firs, con borse e valigie. I ricordi, fatti polvere, si condensano, il giardino sembra materializzarsi negli occhi, negli sguardi degli attori e, di riflesso, davanti agli spettatori. ” Pietro Caccavo per La Voce e il Tempo

“Il percorso di pratica teatrale che Liberamenteunico sta portando avanti con gli ospiti del Cottolengo in veste di attori con grande dignità di palcoscenico, dopo un trittico di piéce la cui base era il vissuto di questi attori speciali, sfocia ora in Cercando Il Giardino – Polvere di Cechov. La grande sfida è il confronto con un drammaturgo dalla sensibilità straordinaria, che ha raccontato il disagio esistenziale e quindi adatto ad una compagnia così particolare”. Maura Sesia per La Repubblica Torino 

“È molto più di uno spettacolo teatrale Cercando il Giardino – Polvere di Cechov. La messa in scena fa parte di Invisibili,  un progetto che cerca attraverso il teatro di dare voce a chi non sempre riesce a farsi sentire. Dopo le tappe precedenti questo spettacolo inaugura con successo una nuova fase in cui gli attori del Cottolengo si sono confrontati con un grande classico “Il Giardino dei Ciliegi”. Con la drammaturgia a quattro mani di Barbara Altissimo e Emanuela Currao viene proposta una rivisitazione della celebre storia di una famiglia aristocratica russa riunitasi nella tenuta di campagna che sta per essere messa all’asta. Le vicende vengono filtrate dalla sensibilità di questo gruppo di artisti generosi e speciali che si esprimono con un linguaggio scenico e poetico tutto loro.” Silvia Francia per La Stampa Torino

“L’associazione Liberamenteunico ha fatto partire nel 2011 il progetto «Invisibili» per offrire voce a chi di solito non ce l’ha, attraverso le arti sceniche ed in particolare col teatro e con la danza. La prima tappa di questo percorso è stato «Polvere», sviluppato dal 2011 al 2015 con gli anziani ospiti del Cottolengo di Torino e che ha generato la trilogia di spettacoli «Polvere d’Italia» (giugno 2011), «Polvere. La vita che vorrei» (novembre 2012), «Polvere mundi. Il viaggio» (aprile 2015). «Cercando il giardino-Polvere di Cechov» apre una fase nuova fase, mettendo alla prova questo gruppo di lavoro con un grande classico del teatro, «Il giardino dei ciliegi» di Anton Cechov. La scena è prevalentemente vuota e buia, rischiarata da coni di luce. Il fondale è luminoso, varie tonalità di blu, in un angolo un tavolino con sedie, al suo opposto un microfono con asta. Qualche velario e trasparenze. In mezzo un lampadario stile elegante, di quelli adeguati al salone delle feste. Gli attori arrivano come convocati da una specie di direttore dell’allestimento (si chiamano Paolo, Renato, Gilberto, Remo, Antonio e Giovanni e sono i residenti del Cottolengo) e si agghindano con abiti da grande soirée, come si conviene per entrare nella residenza del giardino dei ciliegi, un po’ ombre del plot cechoviano, gli otto sul palcoscenico catturano l’attenzione del pubblico, facendolo sentire parte di questa festa, portandoli in vortici di danza. Eroi di un ‘impresa, salvare il giardino che forse è impossibile, eroi del ricordo.”
Pietro Caccavo per Avvenire